Marillion - Marbles
radioSky | 13 Maggio 2004I motivi per raccontare di questo “Marbles” sono infiniti : a ormai 10 anni dal memorabile concept album “Brave(1994)” e a 21 dal loro primo ed epocale “Script for a jester’s tear(1983) ” i marillion tornano ancora prepotentemente alla ribalta. Dopo una serie di album interlocutori in cui i problemi con le case discografiche l’avevano fatta da padrone, Steve Hogart e compagni decidono di fare tutto da soli, una sorta di ” Rivoluzione ” destinata a divenatre “Il precedente” : contattano via sito i loro fans e chiedono di farsi sovvensionare un album ,addirittura doppio, tutto sulla fiducia ,senza aver ascoltato neppure una nota; la risposta è affermativa ed ecco pronto un conto bancario da mezzo milione di euro per le spese di registrazione la promozione e la pubblicita: il gioco è fatto!!Nessuna casa discografica a dettare regole ad imporre durata delle canzoni e generi. Beh …il risultato è tutto riassunto in quasi 100 minuti di ottima musica e di interpretazioni sentite, song come “Neverland ” oltre 12 minuti di autentica alienazione Floydiana e ancora in song come “The invisible man” e “Drillin holes”molto beatlesiana e “Ocean cloud” (purtroppo non inclusa nella versione release ) che potrebbe fare album a se. L’unico filone come tiene a precisare lo stesso Steve Hogart è il punto di non ritorno in cui stiamo vivendo..”marbles” è un tipico modo di dire inglese per indicare il “perdere le biglie” cioe diventare pazzo…”Quand’ero bambino giocavo a biglie per strada con gli amici: titolo e copertina di ‘Marbles’ simboleggiano il contrasto tra la confusione che si prova in età matura e la chiarezza che si ha in testa quando si è in età infantile”. Partecipano all’album Steve Wilson dei Porcupine Tree e il battersita dei Massive Attack.A giugno saranno in Italia.









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