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Hurts – Happiness

Se in passato avete contratto il virus denominato “new-wave”, state alla larga da questo “Happiness”, potrebbe generare pericolose ricadute. L’esordio del duo di Manchester composto da Adam Anderson (chitarre e synth) e Theo Hutchcraft (voce) è quanto di piu “ottanta” sia uscito dal 2010. Dietro questo ambizioso progetto in realtà ci sono due navigati personaggi come Mark Stent ( già con Madonna e Kaiser Chief ) e Richard Stannard produttore, per Kylie Minogue, capaci di cucire un “groove” adatto tanto ai cultori del sofisticare, quanto agli amanti delle sonorità spiccatamente mainstream. La scena si apre con il pesante depeche-mood di “Silver Liningun continuo ondeggiare tra vette e valli scandite da un cupo coro che gira intorno alla stanza.  “Wonderful Life” fa da accoppiata a “Blood, Tears & Gold” sono le due strade più pop dell’album, con un ricorso massicio ai synth e alle tastiere, un sorta di Keane di prima maniera. “Stay” melodiosa ed etera, poteva apparire tranquillamente come b-side nell’ultima fatica di Chris Martin e soci. Con “Illuminated” i toni si fanno piu scuri e scende l’imbrunire, il ritmo rallenta e l’elettronica fa la sua comparsa; una delle tracce meglio riuscite dell’album. “Better Than Love” singolo di lancio, ci riporta da dove eravamo decollati, pronti a saltare in pista sulle corse lanciate dei pop-synth. “Devotion” spende nel duetto con Kylie Minogue la sue cartucce migliori. Arriviamo al traguardo con l’empatica “Water“, un fuori-onda rispetto al resto dell’album, con piano e archi per chiudere il sipario in abito da sera. Applausi a scena aperta.

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