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The Doormen – The Doormen

Stereotipi e loro contrari, questo in estrema sintesi il debutto dei The Doormen. “New-wave” e “Post-punk” sono input capaci, in suolo britannico, di  muovere la corsa di qualunque talent scout alla ricerca della “next big thing” da elevare agli altari, e che invece dalle nostre parti sono sufficienti per passare all’ascolto del disco successivo. Il debutto del quartetto ravennate dei The Doormen al contrario ribalta la scena. Il disco suona potente, oscuro e senza punti di debolezza; il solcare una via tanto accidentata rispetto al mainstream nostrano ne aggiunge ulteriore valore. I riferimenti sono fin troppo evidenti, si va dai Joy Division ai Bauhaus, ai Suede,  con una grande abbuffata di Interpol ed Editors, ma se il risultato è questo, allora le fonti d’ispirazione sono più che servite. Brani come l’apripista “Italy“, “Modern Depression” e “New Season” ci fanno stropicciare gli occhi, i ritmi sono serrati, le chitarre graffiano a dovere e la voce di Vins Barruzzi non tradisce le necessità imposte dal genere. Meritevoli di citazione, sono anche “24” con una morbida partenza dai box per poi scorrere in piena tempesta emotiva e “You can’t Stop me” capace di  distendersi su spazi post-punk in stile Ferdinand. Il cerchio si chiude con le melodie ipnotiche e ondulanti di “Impossible Love” e “More Time“. Un esordio davvero in grande stile, ne risentiremo parlare molto presto potete scommetterci.

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