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Bloc Party - Intimacy

radiosky | 13 Settembre 2008

“Intimacy” una novità ancor prima di raggiungere i music store. Sull’onda emotiva aperta dai precursionisti Radiohead anche i Bloc Party decidono di lanciare la loro ultima creazione sul web. Cosi il 21 agosto scorso , compare sul sito uffciale della band, la versione digitale scaricabile a 5 sterline; che precede quella definitiva in uscita il 27 ottobre. Per voce dello stesso Kele Okereke, leader del gruppo, questa versione più economica potrà differire da quella che fisicamente si accomoderà sugli scaffali. Trovata commerciale discutibile ma dal sicuro effetto pubblicitario. L’album che ritrova alla produzione, i protagonisti delle scorse edizioni vale a dire Paul Epworth e Jacknife Lee; continua sulla scia del precedente “A Weekend In The City“. Se gli episodi elettronici e le vibrazioni robotiche nel passato erano sporadiche incursioni, qui diventano la normalità. Un percorso, inutile negarlo, che pur con sensazioni e approcci sonori differenti, sembra sovrapporsi perfettamente a quello di Tom York e soci. Si parte con “Ares” per comprendere subito che le ballate andranno cercate altrove e se vogliamo anche gli spunti melodici; a seguire “Mercury“, anche singolo, jazzata, con forti slanci hip hop; mix di Chemical Brothers e di Primal Screen. Tra le altre tracce, quelle con il segno “più” davanti sono sicuramente la possente “Halo“, che a conti fatti è la più suonata dell’album; “Trojan Horse” e “Zepherus” con i loro ticchetti orologistici in stile “Kid A“; e “Signs” unica nota melodica rimasta in regalo. In definitiva “Intimacy” è una buona prova per le sue attitudini sperimentali e rivolte all’avanguardia, ma si perde sul traguardo per la mancanza di innovazione. Per il salto di qualità alla prossima puntata.

bloc party intimacy

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The Verve - Forth

radiosky | 25 Agosto 2008

Partendo dal singolo “Love Is Noise” che ha anticipato di qualche settimana l’uscita di “Forth” si erano create legittime attese di un ritorno ai suoni e alle atmosfere del Britpop di “Urban Hymns“. Niente di più falso. La reunion dei Verve, dopo 11 anni, porta in dote un album che è più rock che pop; più psichedelico che melodico; lontano in forma e sostanza dai territori ormai consumati del pop mainstream. L’apertura dell’opera con “Sit and Wonder” è spigolosa e acida; una intensa e tirata effusione di chitarre, accompagnata da una base ritmica pressante. Sempre sull’onda del ritrovato amore per brani lunghi e di articolata esplicazione, ritoviamo gli oltre otto minuti di “Epic Noise” dove psichedelia e noise sono corposamente mischiati. Ancora “Numbness” con i suoi sei minuti e trenta secondi di allucinazioni e voci tormentose. Qui termina la parte oscura dell’album. Il lato illuminato dal sole, quello in sostanza che trattiene il sottile filo con il passato, è tutto affidato a pezzi come “Valium Skies“, “Rather Be“, e “Judas“, che sanno rimanere a galla; e non farsi ingoiare da nessun effetto nostalgia. I Verve di Richard Ashcroft in versione 2008, sono ancora vivi e vegeti, e con molte cose da dire. Se poi avevate puntato tutte le vostre attese in una nuova versione di “Bitter Sweet Sinphony” rimarrete delusi. In tal caso tranquilli, potrete sempre tornare sull’originale.

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The Verve - Love Is Noise

radiosky | 4 Agosto 2008

18 agosto 2008, questa la data che fissa il ritorno dei Verve nel panorama musicale mondiale; la band che ha saputo costruire insieme ad Oasis e Blur il rivoluzionario movimento del Britishpop inglese degli anni novanta. L’attesissimo nuovo album che arriva ad oltre 10 anni di distanza dal precendete pluripremiato “Urban Hymns”, sarà il quarto della band e si intitolerà semplicemnete “Forth”. Per ora non resta che ascoltare il primo singolo estratto, “Love is noise”. Quando di mezzo cè un personaggio del calibro di Richard Ascroft, il ritorno non poteva essere che in grande stile….


The Verve from Brooke Jury on Vimeo.

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Quota150 - versione 2.0

radiosky | 7 Giugno 2008

Quota150 si rinnova; è finalmente online la nuova release; oltre alle immancabili recensioni musicali il blog si arrichisce di numerosi servizi web 2.0, tutti improntati sul fronte musicale.
In occasione dell’evento arriva anche la compilation “play the music”

Tracklist:
Supernatural Superserious (R.e.m)
All You Need Is Me (Morrissey)
Autumnsong (Manic Street Preachers)
Hollow Man (R.e.m)
This Could Be My Moment (Verve)
Apologize (One Reppluic Feat Timbaland)
Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kiss Me (U2)
Ain’t No Party (Orson)
Nine In The Afternoon (Panic At The Disco)
I Just Got Over You (Ocean Color Scene)
Viva La Vida (Coldplay)
Sound And Vision (Franz Ferdinand)
My Mistakes Were Mede for You (The Last Shadow Puppets)
Meeting Place (The Last Shadow Puppets)
Numb New Mix (U2)
Lost (Coldplay)

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The Last Shadow Puppets - The Age Of Understatement

radiosky | 22 Maggio 2008

I Last Shadow Puppets sono il progetto parallelo nato dalla mente di Alex Turner (cantante degli Arctic Monkeys) e dall’amico Miles Kane (cantante dei Rascals) con la partecipazione del loro produttore James Ford (batterista già dei Simian Mobile Disco e produttore del disco d’esordio dei Klaxons). Questo album spunta inatteso, quasi senza motivo apparente; da un lato le “scimmie artiche” navigano su apici di popolarità indiscussa; e dal canto suo lo stesso Miles Kane con i Rascals (in uscita nei primi giorni di giugno) è già intriso di considerevoli attenzioni e aspettative; quindi “The Age Of Understatement” diventa un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Se strana si può definire la sua uscita ancor più spiazzati si rimane nell’ascolto; come non sobbalzare sulla sedia!!! Questo album è tutto quello che non ti aspetti, è un album pop, lounge, retrò che fa respirare aria di anni 60 ad ogni nota; ovattato, lussuoso e luccicante. A rendere maggiormente trasparente il richiamo ai grandi maestri del passato come Bacharach, Morricone, ci ha pensato la presenza a dir poco azzeccata di Owen Pallet (alias Final Fantasy) che dirige le sinfonie della London Metropolitan Orchestra. I suoi arrangiamenti agli archi diventano un susseguirsi di sfumature esotiche; sembra già di immaginare l’agente 007 James Bond in piena azione su una pellicola a due colori, vedi “In my room” e ancor più la meravilgiosa “Meeting place“. Altri punti cardinali dell’album, neanche troppo velati, sono David Bowie, Scott Walker e David Axelrod, ognuno a suo modo presente nell’immaginario di questo tema. Le note di “My mistakes were made for you” e “The time comes again” accompagneranno molte delle prossime serate estive, questa è piu che una certezza. Per la serie Fenomeni si nasce…

the last shadow puppets

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pop rock, pop-lounge-retrò, The Last Shadow Puppets
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