<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/rss2full.xsl" type="text/xsl" media="screen"?><?xml-stylesheet href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css" type="text/css" media="screen"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0">

<channel>
	<title>Quota150.com</title>
	
	<link>http://www.quota150.com</link>
	<description>Music for Human Beings</description>
	<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 09:59:09 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.5.1</generator>
	<language>it-it</language>
			<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/quota150" type="application/rss+xml" /><item>
		<title>Bloc Party - Intimacy</title>
		<link>http://www.quota150.com/2008/09/13/bloc-party-intimacy/</link>
		<comments>http://www.quota150.com/2008/09/13/bloc-party-intimacy/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 15:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>radiosky</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[alt rock]]></category>

		<category><![CDATA[electro pop]]></category>

		<category><![CDATA[pop rock]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.quota150.com/?p=119</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Intimacy&#8221; una novità ancor prima di raggiungere i music store. Sull&#8217;onda emotiva aperta dai precursionisti Radiohead anche i Bloc Party decidono di lanciare la loro ultima creazione sul web. Cosi il 21 agosto scorso , compare sul sito uffciale  della band, la versione digitale scaricabile a 5 sterline; che precede quella definitiva in uscita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Intimacy</strong>&#8221; una novità ancor prima di raggiungere i music store. Sull&#8217;onda emotiva aperta dai precursionisti<strong> Radiohead</strong> anche i <strong>Bloc Party</strong> decidono di lanciare la loro ultima creazione sul web. Cosi il 21 agosto scorso , compare sul sito uffciale  della band, la versione digitale scaricabile a 5 sterline; che precede quella definitiva in uscita il 27 ottobre. Per voce dello stesso <strong>Kele Okereke</strong>, leader del gruppo,  questa versione più economica potrà differire da quella che fisicamente si accomoderà sugli scaffali. Trovata commerciale discutibile ma dal sicuro effetto pubblicitario. L&#8217;album che ritrova alla produzione, i protagonisti delle scorse edizioni vale a dire <strong>Paul Epworth</strong> e <strong>Jacknife Lee</strong>; continua sulla scia  del precedente “<strong>A Weekend In The City</strong>&#8220;. Se gli episodi elettronici e le vibrazioni robotiche nel passato erano sporadiche incursioni, qui diventano la normalità. Un percorso, inutile negarlo, che pur con sensazioni e approcci sonori differenti, sembra sovrapporsi perfettamente a quello di<strong> Tom York</strong> e soci. Si parte con &#8220;<em>Ares</em>&#8221; per comprendere subito che le ballate andranno cercate altrove e se vogliamo anche gli spunti melodici;  a seguire &#8220;<em>Mercury</em>&#8220;, anche singolo, jazzata, con forti slanci hip hop; mix di <strong>Chemical Brothers</strong> e di <strong>Primal Screen</strong>. Tra le altre tracce, quelle con il segno &#8220;più&#8221; davanti sono sicuramente la possente &#8220;<em>Halo</em>&#8220;, che a conti fatti è la più suonata dell&#8217;album; &#8220;<em>Trojan Horse</em>&#8221; e &#8220;<em>Zepherus</em>&#8221;  con i loro ticchetti orologistici in stile &#8220;<strong>Kid A</strong>&#8220;; e &#8220;<em>Signs</em>&#8221; unica nota melodica rimasta in regalo. In definitiva &#8220;<strong>Intimacy</strong>&#8221; è una buona prova per le sue  attitudini sperimentali e rivolte all&#8217;avanguardia, ma si perde sul traguardo per la mancanza di innovazione. Per il salto di qualità alla prossima puntata.</p>
<p><a href="http://www.quota150.com/wp-content/uploads/2008/09/70.png" rel="lightbox[119]"><img class="alignnone size-medium wp-image-120" style="border: 1px solid #ccc; margin:4px; padding: 10px; title=" src="http://www.quota150.com/wp-content/uploads/2008/09/70-264x300.png" alt="bloc party intimacy" width="264" height="300" /></a></p>
<form id="vozme_form_dc7de0fdee707dd08389e2056dc31e41" method="post" name="vozme_form_dc7de0fdee707dd08389e2056dc31e41" target="dc7de0fdee707dd08389e2056dc31e41" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Bloc Party - Intimacy.. &#8220;Intimacy&#8221; una novità ancor prima di raggiungere i music store. Sull&#8217;onda emotiva aperta dai precursionisti Radiohead anche i Bloc Party decidono di lanciare la loro ultima creazione sul web. Cosi il 21 agosto scorso , compare sul sito uffciale  della band, la versione digitale scaricabile a 5 sterline; che precede quella definitiva in uscita il 27 ottobre. Per voce dello stesso Kele Okereke, leader del gruppo,  questa versione più economica potrà differire da quella che fisicamente si accomoderà sugli scaffali. Trovata commerciale discutibile ma dal sicuro effetto pubblicitario. L&#8217;album che ritrova alla produzione, i protagonisti delle scorse edizioni vale a dire Paul Epworth e Jacknife Lee; continua sulla scia  del precedente “A Weekend In The City&#8220;. Se gli episodi elettronici e le vibrazioni robotiche nel passato erano sporadiche incursioni, qui diventano la normalità. Un percorso, inutile negarlo, che pur con sensazioni e approcci sonori differenti, sembra sovrapporsi perfettamente a quello di Tom York e soci. Si parte con &#8220;Ares&#8221; per comprendere subito che le ballate andranno cercate altrove e se vogliamo anche gli spunti melodici;  a seguire &#8220;Mercury&#8220;, anche singolo, jazzata, con forti slanci hip hop; mix di Chemical Brothers e di Primal Screen. Tra le altre tracce, quelle con il segno &#8220;più&#8221; davanti sono sicuramente la possente &#8220;Halo&#8220;, che a conti fatti è la più suonata dell&#8217;album; &#8220;Trojan Horse&#8221; e &#8220;Zepherus&#8221;  con i loro ticchetti orologistici in stile &#8220;Kid A&#8220;; e &#8220;Signs&#8221; unica nota melodica rimasta in regalo. In definitiva &#8220;Intimacy&#8221; è una buona prova per le sue  attitudini sperimentali e rivolte all&#8217;avanguardia, ma si perde sul traguardo per la mancanza di innovazione. Per il salto di qualità alla prossima puntata.

" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.quota150.com/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', 'dc7de0fdee707dd08389e2056dc31e41', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', 'dc7de0fdee707dd08389e2056dc31e41', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_dc7de0fdee707dd08389e2056dc31e41').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
			</div></form>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.quota150.com/2008/09/13/bloc-party-intimacy/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>The Verve - Forth</title>
		<link>http://www.quota150.com/2008/08/25/the-verve-forth/</link>
		<comments>http://www.quota150.com/2008/08/25/the-verve-forth/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 23:06:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>radiosky</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[60 70style rock]]></category>

		<category><![CDATA[alt rock]]></category>

		<category><![CDATA[pop rock]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.quota150.com/?p=116</guid>
		<description><![CDATA[Partendo dal singolo &#8220;Love Is Noise&#8221; che ha anticipato di qualche settimana l&#8217;uscita di &#8220;Forth&#8221; si erano create legittime attese di un ritorno ai suoni e alle atmosfere del Britpop di &#8220;Urban Hymns&#8220;. Niente di più falso. La reunion dei Verve, dopo 11 anni, porta in dote un album che è più rock che pop; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Partendo dal singolo &#8220;<em>Love Is Noise</em>&#8221; che ha anticipato di qualche settimana l&#8217;uscita di &#8220;<strong>Forth</strong>&#8221; si erano create legittime attese di un ritorno ai suoni e alle atmosfere del<strong> Britpop</strong> di &#8220;<strong>Urban Hymns</strong>&#8220;. Niente di più falso. La reunion dei <strong>Verve</strong>, dopo 11 anni, porta in dote un album che è più rock che pop;  più psichedelico che melodico; lontano in forma e sostanza dai territori ormai consumati del pop mainstream. L&#8217;apertura dell’opera con  <em>&#8220;Sit and Wonder</em>&#8221; è  spigolosa e acida; una intensa e tirata effusione di chitarre, accompagnata da una base ritmica pressante. Sempre sull&#8217;onda del ritrovato amore per brani lunghi e di articolata esplicazione, ritoviamo gli oltre otto minuti di &#8220;<em>Epic Noise</em>&#8221; dove psichedelia e noise sono corposamente mischiati. Ancora &#8220;<em>Numbness</em>&#8221; con i suoi sei minuti e trenta secondi di allucinazioni e voci tormentose.  Qui termina la parte oscura dell&#8217;album. Il lato illuminato dal sole, quello in sostanza che trattiene il sottile filo con il passato, è tutto affidato a pezzi come “<em>Valium Skies</em>&#8220;, &#8220;<em>Rather Be</em>&#8220;, e &#8220;<em>Judas</em>&#8220;, che sanno rimanere a galla; e non farsi ingoiare da nessun effetto nostalgia. I Verve di <strong>Richard Ashcroft </strong>in versione 2008, sono ancora vivi e vegeti, e con molte cose da dire. Se poi avevate puntato tutte le vostre attese in una nuova versione di “<strong>Bitter Sweet Sinphony</strong>” rimarrete delusi. In tal caso tranquilli, potrete sempre tornare  sull&#8217;originale.</p>
<p><a href="http://www.quota150.com/wp-content/uploads/2008/08/29_30.jpg" rel="lightbox[116]"><img class="alignnone size-medium wp-image-118" style="border: 1px solid #ccc; margin:4px; padding: 10px; title=" src="http://www.quota150.com/wp-content/uploads/2008/08/29_30-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<form id="vozme_form_acee604c371793eb94f85caa6c253c36" method="post" name="vozme_form_acee604c371793eb94f85caa6c253c36" target="acee604c371793eb94f85caa6c253c36" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="The Verve - Forth.. Partendo dal singolo &#8220;Love Is Noise&#8221; che ha anticipato di qualche settimana l&#8217;uscita di &#8220;Forth&#8221; si erano create legittime attese di un ritorno ai suoni e alle atmosfere del Britpop di &#8220;Urban Hymns&#8220;. Niente di più falso. La reunion dei Verve, dopo 11 anni, porta in dote un album che è più rock che pop;  più psichedelico che melodico; lontano in forma e sostanza dai territori ormai consumati del pop mainstream. L&#8217;apertura dell’opera con  &#8220;Sit and Wonder&#8221; è  spigolosa e acida; una intensa e tirata effusione di chitarre, accompagnata da una base ritmica pressante. Sempre sull&#8217;onda del ritrovato amore per brani lunghi e di articolata esplicazione, ritoviamo gli oltre otto minuti di &#8220;Epic Noise&#8221; dove psichedelia e noise sono corposamente mischiati. Ancora &#8220;Numbness&#8221; con i suoi sei minuti e trenta secondi di allucinazioni e voci tormentose.  Qui termina la parte oscura dell&#8217;album. Il lato illuminato dal sole, quello in sostanza che trattiene il sottile filo con il passato, è tutto affidato a pezzi come “Valium Skies&#8220;, &#8220;Rather Be&#8220;, e &#8220;Judas&#8220;, che sanno rimanere a galla; e non farsi ingoiare da nessun effetto nostalgia. I Verve di Richard Ashcroft in versione 2008, sono ancora vivi e vegeti, e con molte cose da dire. Se poi avevate puntato tutte le vostre attese in una nuova versione di “Bitter Sweet Sinphony” rimarrete delusi. In tal caso tranquilli, potrete sempre tornare  sull&#8217;originale.

" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.quota150.com/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', 'acee604c371793eb94f85caa6c253c36', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', 'acee604c371793eb94f85caa6c253c36', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_acee604c371793eb94f85caa6c253c36').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
			</div></form>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.quota150.com/2008/08/25/the-verve-forth/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>The Verve - Love Is Noise</title>
		<link>http://www.quota150.com/2008/08/04/the-verve-love-is-noise/</link>
		<comments>http://www.quota150.com/2008/08/04/the-verve-love-is-noise/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 15:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>radiosky</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[electro pop]]></category>

		<category><![CDATA[pop rock]]></category>

		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.quota150.com/?p=112</guid>
		<description><![CDATA[18 agosto 2008,  questa la data che fissa il ritorno dei Verve nel panorama musicale mondiale; la band che ha saputo costruire insieme ad Oasis e Blur il rivoluzionario movimento del Britishpop inglese degli anni novanta. L&#8217;attesissimo nuovo album che arriva ad oltre 10 anni di distanza dal precendete pluripremiato &#8220;Urban Hymns&#8221;, sarà il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">18 agosto 2008,  questa la data che fissa il ritorno dei Verve nel panorama musicale mondiale; la band che ha saputo costruire insieme ad Oasis e Blur il rivoluzionario movimento del Britishpop inglese degli anni novanta. L&#8217;attesissimo nuovo album che arriva ad oltre 10 anni di distanza dal precendete pluripremiato &#8220;Urban Hymns&#8221;, sarà il quarto della band e  si intitolerà semplicemnete &#8220;Forth&#8221;. Per ora non resta che ascoltare il primo singolo estratto, &#8220;Love is noise&#8221;. Quando di  mezzo cè un personaggio del calibro di  Richard Ascroft, il ritorno non poteva essere che in grande stile&#8230;.</p>
<p align="justify">
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=PmRJo8RQ5sA">Download video</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/PmRJo8RQ5sA" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/PmRJo8RQ5sA"></param></object></div>
</div>
<form id="vozme_form_3283eb8320244d520c0ca5bfad0ef4ec" method="post" name="vozme_form_3283eb8320244d520c0ca5bfad0ef4ec" target="3283eb8320244d520c0ca5bfad0ef4ec" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="The Verve - Love Is Noise.. 18 agosto 2008,  questa la data che fissa il ritorno dei Verve nel panorama musicale mondiale; la band che ha saputo costruire insieme ad Oasis e Blur il rivoluzionario movimento del Britishpop inglese degli anni novanta. L&#8217;attesissimo nuovo album che arriva ad oltre 10 anni di distanza dal precendete pluripremiato &#8220;Urban Hymns&#8221;, sarà il quarto della band e  si intitolerà semplicemnete &#8220;Forth&#8221;. Per ora non resta che ascoltare il primo singolo estratto, &#8220;Love is noise&#8221;. Quando di  mezzo cè un personaggio del calibro di  Richard Ascroft, il ritorno non poteva essere che in grande stile&#8230;.


WPvideo 1.10
Download video


" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.quota150.com/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', '3283eb8320244d520c0ca5bfad0ef4ec', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '3283eb8320244d520c0ca5bfad0ef4ec', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_3283eb8320244d520c0ca5bfad0ef4ec').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
			</div></form>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.quota150.com/2008/08/04/the-verve-love-is-noise/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Quota150 - versione 2.0</title>
		<link>http://www.quota150.com/2008/06/07/quota150-version-20/</link>
		<comments>http://www.quota150.com/2008/06/07/quota150-version-20/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 23:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>radiosky</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[audio]]></category>

		<category><![CDATA[pop rock]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.quota150.com/?p=100</guid>
		<description><![CDATA[Quota150 si rinnova; è finalmente online la nuova release; oltre alle immancabili recensioni musicali il blog si arrichisce di numerosi servizi web 2.0, tutti improntati sul fronte musicale.
In occasione dell&#8217;evento arriva anche la compilation &#8220;play the music&#8221;
Tracklist:
Supernatural Superserious (R.e.m)
All You Need Is Me (Morrissey)
Autumnsong (Manic Street Preachers)
Hollow Man (R.e.m)
This Could Be My Moment (Verve)
Apologize (One [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Quota150 si rinnova; è finalmente online la nuova release; oltre alle immancabili recensioni musicali il blog si arrichisce di numerosi servizi web 2.0, tutti improntati sul fronte musicale.<br />
In occasione dell&#8217;evento arriva anche la compilation &#8220;play the music&#8221;</p>
<p class="note">Tracklist:<br />
Supernatural Superserious (R.e.m)<br />
All You Need Is Me (Morrissey)<br />
Autumnsong (Manic Street Preachers)<br />
Hollow Man (R.e.m)<br />
This Could Be My Moment (Verve)<br />
Apologize (One Reppluic Feat Timbaland)<br />
Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kiss Me (U2)<br />
Ain&#8217;t No Party (Orson)<br />
Nine In The Afternoon (Panic At The Disco)<br />
I Just Got Over You (Ocean Color Scene)<br />
Viva La Vida (Coldplay)<br />
Sound And Vision (Franz Ferdinand)<br />
My Mistakes Were Mede for You (The Last Shadow Puppets)<br />
Meeting Place (The Last Shadow Puppets)<br />
Numb New Mix (U2)<br />
Lost (Coldplay)</p>
<p class="download"><a href="http://www.zshare.net/download/13229680ec99359e/">download play the music</a></p>
<p><a href="http://www.quota150.com/wp-content/uploads/2008/06/quota150themusic.jpg" rel="lightbox[100]"><img class="alignnone size-medium wp-image-101" style="border: 1px solid #ccc; margin:4px; padding: 10px;" title="quota150themusic" src="http://www.quota150.com/wp-content/uploads/2008/06/quota150themusic-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><br />
</a></p>
<form id="vozme_form_6846ec2b4b91444cf4d0da75a69dd530" method="post" name="vozme_form_6846ec2b4b91444cf4d0da75a69dd530" target="6846ec2b4b91444cf4d0da75a69dd530" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Quota150 - versione 2.0.. Quota150 si rinnova; è finalmente online la nuova release; oltre alle immancabili recensioni musicali il blog si arrichisce di numerosi servizi web 2.0, tutti improntati sul fronte musicale.
In occasione dell&#8217;evento arriva anche la compilation &#8220;play the music&#8221;
Tracklist:
Supernatural Superserious (R.e.m)
All You Need Is Me (Morrissey)
Autumnsong (Manic Street Preachers)
Hollow Man (R.e.m)
This Could Be My Moment (Verve)
Apologize (One Reppluic Feat Timbaland)
Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kiss Me (U2)
Ain&#8217;t No Party (Orson)
Nine In The Afternoon (Panic At The Disco)
I Just Got Over You (Ocean Color Scene)
Viva La Vida (Coldplay)
Sound And Vision (Franz Ferdinand)
My Mistakes Were Mede for You (The Last Shadow Puppets)
Meeting Place (The Last Shadow Puppets)
Numb New Mix (U2)
Lost (Coldplay)
download play the music


" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.quota150.com/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', '6846ec2b4b91444cf4d0da75a69dd530', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '6846ec2b4b91444cf4d0da75a69dd530', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_6846ec2b4b91444cf4d0da75a69dd530').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
			</div></form>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.quota150.com/2008/06/07/quota150-version-20/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>The Last Shadow Puppets - The Age Of Understatement</title>
		<link>http://www.quota150.com/2008/05/22/the-last-shadow-puppets-the-age-of-understatement/</link>
		<comments>http://www.quota150.com/2008/05/22/the-last-shadow-puppets-the-age-of-understatement/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 16:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>radiosky</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[60 70style rock]]></category>

		<category><![CDATA[pop rock]]></category>

		<category><![CDATA[pop-lounge-retrò]]></category>

		<category><![CDATA[The Last Shadow Puppets]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.quota150.com/?p=77</guid>
		<description><![CDATA[sembra un album pop-lounge-retrò che fa respirare aria di anni 60 ad ogni nota, ovattato, lussuoso e luccicante]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I <strong>Last Shadow Puppets</strong> sono il progetto parallelo nato dalla mente di <strong>Alex Turner</strong> (cantante degli <strong>Arctic Monkeys</strong>) e dall&#8217;amico  <strong>Miles Kane</strong> (cantante dei <strong>Rascals</strong>) con la partecipazione del loro produttore <strong>James Ford </strong>(batterista già dei <strong>Simian Mobile Disco</strong> e produttore del disco d’esordio dei <strong>Klaxons</strong>). Questo album spunta inatteso, quasi senza motivo apparente; da un lato le &#8220;scimmie artiche&#8221; navigano su apici di popolarità indiscussa; e dal canto suo lo stesso Miles Kane con i Rascals (in uscita nei primi giorni di giugno) è già intriso di considerevoli attenzioni e aspettative; quindi &#8220;<em>The Age Of Understatement</em>&#8221; diventa un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Se strana si può definire la sua uscita ancor più spiazzati si rimane nell&#8217;ascolto; come non sobbalzare sulla sedia!!! Questo album è tutto quello che non ti aspetti, è un album pop, lounge, retrò che fa respirare aria di anni 60 ad ogni nota; ovattato, lussuoso e luccicante. A rendere maggiormente trasparente il richiamo ai grandi maestri del passato come <strong>Bacharach</strong>, <strong>Morricone</strong>, ci ha pensato la presenza a dir poco azzeccata di <strong>Owen Pallet </strong>(alias Final Fantasy) che dirige le sinfonie della <strong>London Metropolitan Orchestra</strong>. I suoi arrangiamenti agli archi diventano un susseguirsi di sfumature esotiche; sembra già di immaginare l&#8217;agente <strong>007 James Bond</strong> in piena azione su una pellicola a due colori, vedi &#8220;<em>In my room</em>&#8221; e ancor più la meravilgiosa &#8220;<em>Meeting place</em>&#8220;. Altri punti cardinali dell&#8217;album, neanche troppo velati, sono <strong>David Bowie</strong>, <strong>Scott Walker</strong> e <strong>David Axelrod</strong>, ognuno a suo modo presente nell&#8217;immaginario di questo tema. Le note  di &#8220;<em>My mistakes were made for you&#8221;</em> e &#8220;<em>The time comes again</em>&#8221; accompagneranno molte delle prossime serate estive, questa è piu che una certezza. Per la serie<strong> Fenomeni si nasce</strong>&#8230;</p>
<p><a href="http://www.quota150.com/wp-content/uploads/2008/05/age-of-understatement-cover1.jpg" rel="lightbox[77]"><img class="alignnone size-medium wp-image-83" style="border: 1px solid #ccc; margin:4px; padding: 10px; " title="age-of-understatement-cover1" src="http://www.quota150.com/wp-content/uploads/2008/05/age-of-understatement-cover1-300x300.jpg" alt="the last shadow puppets " width="300" height="300" /><br />
</a></p>
<form id="vozme_form_8e17a16e2887501a53d090090db019d3" method="post" name="vozme_form_8e17a16e2887501a53d090090db019d3" target="8e17a16e2887501a53d090090db019d3" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="The Last Shadow Puppets - The Age Of Understatement. I Last Shadow Puppets sono il progetto parallelo nato dalla mente di Alex Turner (cantante degli Arctic Monkeys) e dall&#8217;amico  Miles Kane (cantante dei Rascals) con la partecipazione del loro produttore James Ford (batterista già dei Simian Mobile Disco e produttore del disco d’esordio dei Klaxons). Questo album spunta inatteso, quasi senza motivo apparente; da un lato le &#8220;scimmie artiche&#8221; navigano su apici di popolarità indiscussa; e dal canto suo lo stesso Miles Kane con i Rascals (in uscita nei primi giorni di giugno) è già intriso di considerevoli attenzioni e aspettative; quindi &#8220;The Age Of Understatement&#8221; diventa un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Se strana si può definire la sua uscita ancor più spiazzati si rimane nell&#8217;ascolto; come non sobbalzare sulla sedia!!! Questo album è tutto quello che non ti aspetti, è un album pop, lounge, retrò che fa respirare aria di anni 60 ad ogni nota; ovattato, lussuoso e luccicante. A rendere maggiormente trasparente il richiamo ai grandi maestri del passato come Bacharach, Morricone, ci ha pensato la presenza a dir poco azzeccata di Owen Pallet (alias Final Fantasy) che dirige le sinfonie della London Metropolitan Orchestra. I suoi arrangiamenti agli archi diventano un susseguirsi di sfumature esotiche; sembra già di immaginare l&#8217;agente 007 James Bond in piena azione su una pellicola a due colori, vedi &#8220;In my room&#8221; e ancor più la meravilgiosa &#8220;Meeting place&#8220;. Altri punti cardinali dell&#8217;album, neanche troppo velati, sono David Bowie, Scott Walker e David Axelrod, ognuno a suo modo presente nell&#8217;immaginario di questo tema. Le note  di &#8220;My mistakes were made for you&#8221; e &#8220;The time comes again&#8221; accompagneranno molte delle prossime serate estive, questa è piu che una certezza. Per la serie Fenomeni si nasce&#8230;


" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.quota150.com/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', '8e17a16e2887501a53d090090db019d3', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '8e17a16e2887501a53d090090db019d3', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_8e17a16e2887501a53d090090db019d3').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
			</div></form>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.quota150.com/2008/05/22/the-last-shadow-puppets-the-age-of-understatement/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Editors - An End Has A Start</title>
		<link>http://www.quota150.com/2007/10/16/editors-an-end-has-a-start/</link>
		<comments>http://www.quota150.com/2007/10/16/editors-an-end-has-a-start/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 22:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>radioSky</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[indie rock]]></category>

		<category><![CDATA[pop rock]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.quota150.com/?p=80</guid>
		<description><![CDATA[Un elogio dei chiaroscuri questo in sintesi il concentrato del secondo album degli inglesi Editors &#8220;An End Has A Start&#8221;. Dal duopolio delle immagini in bianco e nero che aveva caratterizzato l&#8217;ottimo esordio con &#8220;The Back Room&#8221; si passa ad accorporare le tonalità intermedie e questo sposta tutto il lavoro su livelli di eccellenza assoluta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Un elogio dei chiaroscuri questo in sintesi il concentrato del secondo album degli inglesi Editors &#8220;An End Has A Start&#8221;. Dal duopolio delle immagini in bianco e nero che aveva caratterizzato l&#8217;ottimo esordio con &#8220;The Back Room&#8221; si passa ad accorporare le tonalità intermedie e questo sposta tutto il lavoro su livelli di eccellenza assoluta. Gli Editors rimangono una band dalle atmosfere oscure,  poco disposta a svestire questi abiti, ma le capacità interpretative della voce di Tom Smith profonda ed emozionale,  mischiate ai riff della chitarra di Chris Urbanowicz producono effetti da far impallidire qualunque fan dei Coldplay, vedi &#8220;Spieders&#8221; o &#8220;Bones&#8221;. L&#8217;apripista &#8220;Smokers Outside The Hospital Doors&#8221; insieme a &#8220;An End Has A Start&#8221; sorprendono per dinamicità e capacità attrative di coinvolgimento. La struggente &#8220;Escape The Nest&#8221; e &#8220;The Racing Rats&#8221; sembrano nate per sbriciolare le anime; e ci dicono quale livello possa toccare quest&#8217;opera. Dieci le tracce del disco, ognuna necessaria e speculare all&#8217;altra, che sanciscono un maturità ormai definitiva nella forma e nei contenuti; &#8220;la fine come un inizio&#8221; una sorta di cerchio che si chiude. I Joy Division nel 2007 sarebbero usciti con un album del genere ? Probabilmente la risposta è si.</p>
<p><a href="http://www.quota150.com/wp-content/uploads/2008/05/editors.jpg" rel="lightbox[75]"><img class="alignnone size-medium wp-image-82" style="border: 1px solid #ccc; margin 4px; padding: 10px; " title="editors" src="http://www.quota150.com/wp-content/uploads/2008/05/editors-300x300.jpg" alt="editors an end has a start" width="300" height="300" /></a></p>
<form id="vozme_form_75bea97b470cd90933791371f9271570" method="post" name="vozme_form_75bea97b470cd90933791371f9271570" target="75bea97b470cd90933791371f9271570" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Editors - An End Has A Start.. Un elogio dei chiaroscuri questo in sintesi il concentrato del secondo album degli inglesi Editors &#8220;An End Has A Start&#8221;. Dal duopolio delle immagini in bianco e nero che aveva caratterizzato l&#8217;ottimo esordio con &#8220;The Back Room&#8221; si passa ad accorporare le tonalità intermedie e questo sposta tutto il lavoro su livelli di eccellenza assoluta. Gli Editors rimangono una band dalle atmosfere oscure,  poco disposta a svestire questi abiti, ma le capacità interpretative della voce di Tom Smith profonda ed emozionale,  mischiate ai riff della chitarra di Chris Urbanowicz producono effetti da far impallidire qualunque fan dei Coldplay, vedi &#8220;Spieders&#8221; o &#8220;Bones&#8221;. L&#8217;apripista &#8220;Smokers Outside The Hospital Doors&#8221; insieme a &#8220;An End Has A Start&#8221; sorprendono per dinamicità e capacità attrative di coinvolgimento. La struggente &#8220;Escape The Nest&#8221; e &#8220;The Racing Rats&#8221; sembrano nate per sbriciolare le anime; e ci dicono quale livello possa toccare quest&#8217;opera. Dieci le tracce del disco, ognuna necessaria e speculare all&#8217;altra, che sanciscono un maturità ormai definitiva nella forma e nei contenuti; &#8220;la fine come un inizio&#8221; una sorta di cerchio che si chiude. I Joy Division nel 2007 sarebbero usciti con un album del genere ? Probabilmente la risposta è si.

" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.quota150.com/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', '75bea97b470cd90933791371f9271570', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '75bea97b470cd90933791371f9271570', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_75bea97b470cd90933791371f9271570').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
			</div></form>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.quota150.com/2007/10/16/editors-an-end-has-a-start/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Van Velzen - Unwind</title>
		<link>http://www.quota150.com/2007/04/22/van-velzen-unwind/</link>
		<comments>http://www.quota150.com/2007/04/22/van-velzen-unwind/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2007 21:07:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>radioSky</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[audio]]></category>

		<category><![CDATA[pop rock]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.quota150.com/?p=79</guid>
		<description><![CDATA[Per la serie &#8220;la teoria del luoghi geografici&#8221;. Se un disco così fosse uscito nel Regno Unito avrebbe gia&#8217; monopolizzato magazine specializzati, tipo NME; saremo qui a parlare dell&#8217;ennesimo fenomeno del britishpop in stile James Blunt. Trattasi invece di un &#8220;perfetto sconosciuto&#8221; pianista e compositore, tale Roel Van Velzen talento di Delft  (Holland), che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Per la serie &#8220;la teoria del luoghi geografici&#8221;. Se un disco così fosse uscito nel Regno Unito avrebbe gia&#8217; monopolizzato magazine specializzati, tipo NME; saremo qui a parlare dell&#8217;ennesimo fenomeno del britishpop in stile James Blunt. Trattasi invece di un &#8220;perfetto sconosciuto&#8221; pianista e compositore, tale Roel Van Velzen talento di Delft  (Holland), che con il suo debut album si accredita a divenire la vera rivelazione di questa primavera. Che le intensioni siano piu&#8217; che serie lo si intuisce già dalla copertina; lo troviamo intento nel trascinarsi un pianoforte mezzo fracassato, fracassato  va aggiunto  per il vigore e l&#8217;energia con cui è stato suonato&#8230;.. Voce potente che non esita ad esplodere ogni qualvolta se ne presenti l&#8217;occasione; un pianoforte come fedele compagno di viaggio durante tutte le dodici tracce del percorso. Rock di prima generazione pulito e semplice, nessuna contaminazione elettronica e tanta carica emotiva; troppo difficile resistere alla tentazione di paragonarlo al Bryan Adams dei tempi di &#8220;Reckless&#8221;. &#8220;Baby Get Higher&#8221; è ritmata e vivace una versione dei Keane senza &#8220;zuccheri aggiunti&#8221;; di seguito il singolo &#8220;Burn&#8221; duettarsi di piano e voce, nessuna sbavatura per tutta la durata dei tre minuti e diciannove secondi, misurati ad hoc per essere prossima  hit radio. &#8220;I&#8217;ll Stand Tall&#8221; e &#8220;Deep&#8221; sanno diventare pop dance al momento giusto spacchettando il prodotto da ogni tentativo di prematura etichetta. Talentuosismi sonori al limite della sfrontatezza nella conclusione con &#8220;One Angry Dwarf&#8221;, una sorta di &#8220;rockabilly take away&#8221;, perchè volendo mr. Van Velzen è anche questo. Nessun dubbio, il ragazzo fara&#8217; strada.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.quota150.com/wp-content/uploads/2008/05/2003-cd-van-velzen-unwind.jpg" rel="lightbox[74]"><img class="alignnone size-medium wp-image-85" style="border: 1px solid #ccc; margin:4px; padding: 10px;;" title="van velzen unwind" src="http://www.quota150.com/wp-content/uploads/2008/05/2003-cd-van-velzen-unwind-300x295.jpg" alt="unwind - van velzen" width="300" height="295" /><br />
</a></p>
<p class="download" align="justify"><a href="http://www.zshare.net/download/vavu-zip-trh.html">download van velzen unwind</a></p>
<form id="vozme_form_83d858f4dce95632db5cace2b25c675a" method="post" name="vozme_form_83d858f4dce95632db5cace2b25c675a" target="83d858f4dce95632db5cace2b25c675a" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Van Velzen - Unwind.. Per la serie &#8220;la teoria del luoghi geografici&#8221;. Se un disco così fosse uscito nel Regno Unito avrebbe gia&#8217; monopolizzato magazine specializzati, tipo NME; saremo qui a parlare dell&#8217;ennesimo fenomeno del britishpop in stile James Blunt. Trattasi invece di un &#8220;perfetto sconosciuto&#8221; pianista e compositore, tale Roel Van Velzen talento di Delft  (Holland), che con il suo debut album si accredita a divenire la vera rivelazione di questa primavera. Che le intensioni siano piu&#8217; che serie lo si intuisce già dalla copertina; lo troviamo intento nel trascinarsi un pianoforte mezzo fracassato, fracassato  va aggiunto  per il vigore e l&#8217;energia con cui è stato suonato&#8230;.. Voce potente che non esita ad esplodere ogni qualvolta se ne presenti l&#8217;occasione; un pianoforte come fedele compagno di viaggio durante tutte le dodici tracce del percorso. Rock di prima generazione pulito e semplice, nessuna contaminazione elettronica e tanta carica emotiva; troppo difficile resistere alla tentazione di paragonarlo al Bryan Adams dei tempi di &#8220;Reckless&#8221;. &#8220;Baby Get Higher&#8221; è ritmata e vivace una versione dei Keane senza &#8220;zuccheri aggiunti&#8221;; di seguito il singolo &#8220;Burn&#8221; duettarsi di piano e voce, nessuna sbavatura per tutta la durata dei tre minuti e diciannove secondi, misurati ad hoc per essere prossima  hit radio. &#8220;I&#8217;ll Stand Tall&#8221; e &#8220;Deep&#8221; sanno diventare pop dance al momento giusto spacchettando il prodotto da ogni tentativo di prematura etichetta. Talentuosismi sonori al limite della sfrontatezza nella conclusione con &#8220;One Angry Dwarf&#8221;, una sorta di &#8220;rockabilly take away&#8221;, perchè volendo mr. Van Velzen è anche questo. Nessun dubbio, il ragazzo fara&#8217; strada.


download van velzen unwind
" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.quota150.com/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', '83d858f4dce95632db5cace2b25c675a', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '83d858f4dce95632db5cace2b25c675a', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_83d858f4dce95632db5cace2b25c675a').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
			</div></form>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.quota150.com/2007/04/22/van-velzen-unwind/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>David Usher - Strange Birds</title>
		<link>http://www.quota150.com/2007/04/21/david-usher-strange-birds/</link>
		<comments>http://www.quota150.com/2007/04/21/david-usher-strange-birds/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 23:06:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>radioSky</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[pop folk]]></category>

		<category><![CDATA[pop rock]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.quota150.com/?p=77</guid>
		<description><![CDATA[Si puo&#8217; essere bravi compositori e rischiare di rimanere per tutta la vita dietro le quinte. Questa è un po&#8217; la storia che accompagna David Usher, cantautore inglese di origine, ma canadese di adozione. Una storia che inizia nel 1994; e che vede David protagonista del progetto Moist, con il quale inizia a farsi conoscere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Si puo&#8217; essere bravi compositori e rischiare di rimanere per tutta la vita dietro le quinte. Questa è un po&#8217; la storia che accompagna David Usher, cantautore inglese di origine, ma canadese di adozione. Una storia che inizia nel 1994; e che vede David protagonista del progetto Moist, con il quale inizia a farsi conoscere in Canada; ma presto il discorso si chiude e già nel 1998 inizia la sua carriera da solista. Dopo cinque tentativi passati quasi tutti sotto silenzio si arriva a questo &#8220;Strange Birds&#8221;, album bellissimo per semplicita&#8217; sonora; e per quella carica melodica che tanto lo avvicina ad un genio assoluto come l&#8217;indimenticato Elliot Smith. Trittico eccelso quello di partenza con, &#8220;The Music&#8221; (che fa anche da single), &#8220;Brillant&#8221; e &#8220;Ugly Is Beautiful&#8221;; dove come in un perfetto puzzle, si incastrano ora atmosfere ombrose ora luminosi squarci; a seguire &#8220;So Far Down&#8221; e &#8220;Science&#8221; con la loro eleganza vocale e corposita&#8217; rock, nel mezzo la melodiosa e melanconica &#8220;Life Of Bees&#8221; tutta pianoforte e voce. Una nota a parte va scritta per la chiusura, con &#8220;Some People Say&#8221;, tanto per fugare gli ultimi dubbi e collocare a pieno titolo &#8220;Strange Birds&#8221; tra gli album che meritano la vetrina in questo 2007.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.quota150.com/wp-content/uploads/2008/06/david-usher-strange-birds.jpg" rel="lightbox[73]"><img class="alignnone size-medium wp-image-86" style="border: 1px solid #ccc; margin:4px; padding: 10px;" title="david-usher-strange-birds" src="http://www.quota150.com/wp-content/uploads/2008/06/david-usher-strange-birds-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<form id="vozme_form_8e17a16e2887501a53d090090db019d3" method="post" name="vozme_form_8e17a16e2887501a53d090090db019d3" target="8e17a16e2887501a53d090090db019d3" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="David Usher - Strange Birds.. Si puo&#8217; essere bravi compositori e rischiare di rimanere per tutta la vita dietro le quinte. Questa è un po&#8217; la storia che accompagna David Usher, cantautore inglese di origine, ma canadese di adozione. Una storia che inizia nel 1994; e che vede David protagonista del progetto Moist, con il quale inizia a farsi conoscere in Canada; ma presto il discorso si chiude e già nel 1998 inizia la sua carriera da solista. Dopo cinque tentativi passati quasi tutti sotto silenzio si arriva a questo &#8220;Strange Birds&#8221;, album bellissimo per semplicita&#8217; sonora; e per quella carica melodica che tanto lo avvicina ad un genio assoluto come l&#8217;indimenticato Elliot Smith. Trittico eccelso quello di partenza con, &#8220;The Music&#8221; (che fa anche da single), &#8220;Brillant&#8221; e &#8220;Ugly Is Beautiful&#8221;; dove come in un perfetto puzzle, si incastrano ora atmosfere ombrose ora luminosi squarci; a seguire &#8220;So Far Down&#8221; e &#8220;Science&#8221; con la loro eleganza vocale e corposita&#8217; rock, nel mezzo la melodiosa e melanconica &#8220;Life Of Bees&#8221; tutta pianoforte e voce. Una nota a parte va scritta per la chiusura, con &#8220;Some People Say&#8221;, tanto per fugare gli ultimi dubbi e collocare a pieno titolo &#8220;Strange Birds&#8221; tra gli album che meritano la vetrina in questo 2007.

" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.quota150.com/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', '8e17a16e2887501a53d090090db019d3', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '8e17a16e2887501a53d090090db019d3', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_8e17a16e2887501a53d090090db019d3').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
			</div></form>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.quota150.com/2007/04/21/david-usher-strange-birds/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>The Good The Bad And The Queen - The Good The Bad And The Queen</title>
		<link>http://www.quota150.com/2007/02/06/74/</link>
		<comments>http://www.quota150.com/2007/02/06/74/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2007 22:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>radioSky</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[folk rock]]></category>

		<category><![CDATA[pop rock]]></category>

		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.quota150.com/?p=74</guid>
		<description><![CDATA[Il Buono, il Cattivo e la Regina, perfetta colonna sonora di un moderno western, ambientato in una fumosa Londra 2007, dove i vocaboli che ne fanno da padrone sono &#8220;cinismo&#8221; e &#8220;disincanto&#8221;. Immagini e fotografie dell&#8217;ennessima poprevolution voluta dell&#8217;imprevedibile ed eclettico Damon Albarn. L&#8217;artista inventore dei &#8220;Blur&#8221; prima, e dei &#8220;Gorillaz&#8221; poi, stavolta si é [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Buono, il Cattivo e la Regina, perfetta colonna sonora di un moderno western, ambientato in una fumosa Londra 2007, dove i vocaboli che ne fanno da padrone sono &#8220;cinismo&#8221; e &#8220;disincanto&#8221;. Immagini e fotografie dell&#8217;ennessima poprevolution voluta dell&#8217;imprevedibile ed eclettico Damon Albarn. L&#8217;artista inventore dei &#8220;Blur&#8221; prima, e dei &#8220;Gorillaz&#8221; poi, stavolta si é superato plasmando un progetto che è &#8220;ambient music&#8221; e &#8220;pop&#8221; al tempo stesso; modernità elettroniche e passato fatto di raffinate sfumature strumentali. Attorno ad Albarn una superband senza precedenti che può contare su musicisti del calibro di Paul Simonon, bassista leggenda dei Clash, sulla chitarra dell&#8217;ex Verve Simon Tong, suntuoso tributo britpop; e sulla batteria dell&#8217;afro beater Tony Allen, roba da non credere. Dentro il contenitore, la musica; che è deliziosamente definita; che non trova nelle dodici tracce che la compongono nessun ritornello da top of the pops. Questo è un terreno polveroso, da spaghetti western; un terreno dove non ci sono classifiche da scalare; e non cè necessità di dimostrare nulla, sono in vigore altre regole, agli altri l&#8217;ingrato compito di adattarsi per tenere testa al confronto. In questa &#8220;mappa del tesoro&#8221; seguite bene le indicazioni che portano a &#8220;Green Fileds&#8221;, &#8220;Three Changes&#8221; e a &#8220;Kingdom of Doom&#8221;; non potete sbagliare. La celebre &#8220;London&#8217; Burning&#8221; dei Clash targata 1977, è tornata a quasi 30 anni di distanza; una &#8220;Londra in fiamme&#8221; si mostra in copertina; questa la visione della società moderna seconda i Good ,The Bad and The Queen. Disco meraviglioso.</p>
<div>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=h_a1uEe__aY">Download video</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/h_a1uEe__aY" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/h_a1uEe__aY"></param></object></div>
</div>
</div>
<form id="vozme_form_a64910f8295afaf578f916cf7c575082" method="post" name="vozme_form_a64910f8295afaf578f916cf7c575082" target="a64910f8295afaf578f916cf7c575082" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="The Good The Bad And The Queen - The Good The Bad And The Queen.. Il Buono, il Cattivo e la Regina, perfetta colonna sonora di un moderno western, ambientato in una fumosa Londra 2007, dove i vocaboli che ne fanno da padrone sono &#8220;cinismo&#8221; e &#8220;disincanto&#8221;. Immagini e fotografie dell&#8217;ennessima poprevolution voluta dell&#8217;imprevedibile ed eclettico Damon Albarn. L&#8217;artista inventore dei &#8220;Blur&#8221; prima, e dei &#8220;Gorillaz&#8221; poi, stavolta si é superato plasmando un progetto che è &#8220;ambient music&#8221; e &#8220;pop&#8221; al tempo stesso; modernità elettroniche e passato fatto di raffinate sfumature strumentali. Attorno ad Albarn una superband senza precedenti che può contare su musicisti del calibro di Paul Simonon, bassista leggenda dei Clash, sulla chitarra dell&#8217;ex Verve Simon Tong, suntuoso tributo britpop; e sulla batteria dell&#8217;afro beater Tony Allen, roba da non credere. Dentro il contenitore, la musica; che è deliziosamente definita; che non trova nelle dodici tracce che la compongono nessun ritornello da top of the pops. Questo è un terreno polveroso, da spaghetti western; un terreno dove non ci sono classifiche da scalare; e non cè necessità di dimostrare nulla, sono in vigore altre regole, agli altri l&#8217;ingrato compito di adattarsi per tenere testa al confronto. In questa &#8220;mappa del tesoro&#8221; seguite bene le indicazioni che portano a &#8220;Green Fileds&#8221;, &#8220;Three Changes&#8221; e a &#8220;Kingdom of Doom&#8221;; non potete sbagliare. La celebre &#8220;London&#8217; Burning&#8221; dei Clash targata 1977, è tornata a quasi 30 anni di distanza; una &#8220;Londra in fiamme&#8221; si mostra in copertina; questa la visione della società moderna seconda i Good ,The Bad and The Queen. Disco meraviglioso.


WPvideo 1.10
Download video



" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.quota150.com/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', 'a64910f8295afaf578f916cf7c575082', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', 'a64910f8295afaf578f916cf7c575082', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_a64910f8295afaf578f916cf7c575082').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
			</div></form>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.quota150.com/2007/02/06/74/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Bloc Party - A Weekend In The City</title>
		<link>http://www.quota150.com/2007/02/05/bloc-party-a-weekend-in-the-city/</link>
		<comments>http://www.quota150.com/2007/02/05/bloc-party-a-weekend-in-the-city/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2007 00:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>radiosky</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[indie rock]]></category>

		<category><![CDATA[pop rock]]></category>

		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.quota150.com/?p=102</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;A Weekend In The City&#8221;, ovvero essere al posto sbagliato nel momento sbagliato, l&#8217;album è totalmennte influenzato dagli eventi accaduti a Londra il 7 luglio 2005,;sentimenti di insicurezza e paura per una dilagante forma di violenza che sembra inarrestabile. Il quadro dipinto dai Block Party al loro secondo appuntamento, dopo lo scoppiettante esordio di Silent [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">&#8220;A Weekend In The City&#8221;, ovvero essere al posto sbagliato nel momento sbagliato, l&#8217;album è totalmennte influenzato dagli eventi accaduti a Londra il 7 luglio 2005,;sentimenti di insicurezza e paura per una dilagante forma di violenza che sembra inarrestabile. Il quadro dipinto dai Block Party al loro secondo appuntamento, dopo lo scoppiettante esordio di Silent Alarm, è incentrato su tinte fosche e su paesaggi pervasi da una diabolica malignità. Già nella suontuosa apertura dell&#8217;opera con &#8220;Song For Clay (Disappear Here)&#8221;, si usano paragoni sferzanti nella loro gelida freddezza.. (Cocaine won&#8217;t save you) Because East London is a vampire, si prosegue Hunting For Witches in cui si rievocano gli spiriti electro-crossover di Aphen Twin e Prodigy, a chiudere il fantastico trittico iniziale ci pensa &#8220;Wating For The 7.18&#8243; una &#8220;Banquet&#8221; in versione 2007. Non mancano episodi piu melodici come &#8220;I Still Remeber&#8221; &#8220;Sunday&#8221;e &#8220;Sxtr&#8221; in cui l&#8217;elettronica più &#8220;integralista&#8221; viene per un attimo tenuta sotto controllo. Un album coraggioso, una band che, ancora una volta, ha saputo distinguersi con senso critico davvero invidiabile.  Kele Okereke, leader del gruppo sottolinea tutta la distanza dalla teatrale e ridicola &#8220;rabbia sociale&#8221; di gruppi punk rock in stile Green Day che confezionano facili soluzioni pronto uso. &#8220;Pop songs won&#8217;t change a government&#8230; &#8220;la sua ricetta etica è quella di far scattare l&#8217;allarme sarà il tempo a fare il resto. Promossi.</p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=M0wcnKOfsu0">Download video</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/M0wcnKOfsu0" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/M0wcnKOfsu0"></param></object></div>
</div>
<form id="vozme_form_ba4cd71a85ed4a38c178af647df3d93d" method="post" name="vozme_form_ba4cd71a85ed4a38c178af647df3d93d" target="ba4cd71a85ed4a38c178af647df3d93d" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Bloc Party - A Weekend In The City.. &#8220;A Weekend In The City&#8221;, ovvero essere al posto sbagliato nel momento sbagliato, l&#8217;album è totalmennte influenzato dagli eventi accaduti a Londra il 7 luglio 2005,;sentimenti di insicurezza e paura per una dilagante forma di violenza che sembra inarrestabile. Il quadro dipinto dai Block Party al loro secondo appuntamento, dopo lo scoppiettante esordio di Silent Alarm, è incentrato su tinte fosche e su paesaggi pervasi da una diabolica malignità. Già nella suontuosa apertura dell&#8217;opera con &#8220;Song For Clay (Disappear Here)&#8221;, si usano paragoni sferzanti nella loro gelida freddezza.. (Cocaine won&#8217;t save you) Because East London is a vampire, si prosegue Hunting For Witches in cui si rievocano gli spiriti electro-crossover di Aphen Twin e Prodigy, a chiudere il fantastico trittico iniziale ci pensa &#8220;Wating For The 7.18&#8243; una &#8220;Banquet&#8221; in versione 2007. Non mancano episodi piu melodici come &#8220;I Still Remeber&#8221; &#8220;Sunday&#8221;e &#8220;Sxtr&#8221; in cui l&#8217;elettronica più &#8220;integralista&#8221; viene per un attimo tenuta sotto controllo. Un album coraggioso, una band che, ancora una volta, ha saputo distinguersi con senso critico davvero invidiabile.  Kele Okereke, leader del gruppo sottolinea tutta la distanza dalla teatrale e ridicola &#8220;rabbia sociale&#8221; di gruppi punk rock in stile Green Day che confezionano facili soluzioni pronto uso. &#8220;Pop songs won&#8217;t change a government&#8230; &#8220;la sua ricetta etica è quella di far scattare l&#8217;allarme sarà il tempo a fare il resto. Promossi.

WPvideo 1.10
Download video


" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.quota150.com/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', 'ba4cd71a85ed4a38c178af647df3d93d', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', 'ba4cd71a85ed4a38c178af647df3d93d', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_ba4cd71a85ed4a38c178af647df3d93d').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
			</div></form>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.quota150.com/2007/02/05/bloc-party-a-weekend-in-the-city/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
