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Migliori Album – 2012

I migliori album del 2012:
1- Mumford & Sons – Babel
2- The Tallest Man on Earth – There’s No Leaving Now
3- Beach House – Bloom
4- Bat For Lashes – The haunted Man
5- Afterhours – Padania
6- Chromatics – Kill For Love
7- The Shins – Port Of  Tomorrow
8- Alt-J – An Awesome Wave
9- Jake Bugg – Jake Bugg
10- Breton – Other’s People Problems

Breton – Other People’s Problems

« Automatismo psichico puro, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale. » un progetto artistico , quello dei surrealisti londinesi Breton,  che nasce da lontano, tre ep già pubblicati e  una intensa produzione di video e cortometraggi che sono valsi le nomination al London Short Film Festival e all’East London Film Festival. Con il debutto di  “Other People’s Problems” arriva l’approdo alla prestigiosa  etichetta Fat Cat già degli Animale Collective e dei Sìgur Ròs e proprio negli Sundlaugin Studiosa, di proprietà dei Sìgur Ròs,  avviene la registrazione dell’album intessuto di contaminazioni urbane che spaziano dalla dance-punk, all’hip hop fino alle sonorità Portishead di  Bristol e alla nu-new-wave, in una sorta di immateriale manifesto

Milgliori Album – 2011

I migliori album del 2011 :

1 – Kasabian – Velociraptor
2 – The Horrors -Skying
3 – Arctic Monkeys – Suck It And See
4 – The Vaccines – What Did You Expect From The Vaccines?
5 – Anna Calvi – Anna Calvi
6 – James Blake – James Blake
7 –  I Cani – Il Sorprendente Album D’Esordio Dei Cani
8 – Girls – Broken Dreams Club
9 –  Noel Gallagher – Noel Gallagher’ s High Flying Birds
10 –  The Doormen – The Doormen

The Horrors – Skying

Si può rimanere increduli e chiedersi, ma sono proprio loro? sono gli stessi che appena qualche tempo fà se ne uscivano con un disco garage rock pieno di suoni psicotici alla continua ricerca di una dimensione “bordelline“. Si sono proprio loro e oggi ad appena tre anni di distanza il salto evoluzionale sembra concluso (?). La band londinese se ne esce con un degli album più interessanti di questo 2011, rumori di tipico stampo ottanta, ricerca di ambienti quasi strumentali ed una latente psicadelia di fondo che rende il sound meno  aggressivo e ne esalta le forme e le immagini.

Kasabian – Velociraptor

Velocità, ritmo e una buona dose di aggressività ecco a voi  “Velociraptor”, con queste parole  è lo stesso chitarrista della band Serge Pizzorno a presentare al meglio il nuovo album targato Kasabian. Idee chiare, talento e tanta sfrontatezza hanno portato i Kasabian ad approdare verso l’album della “grande svolta”; il quartetto britannico reinventa il suo “groove” mescolando l’anima  rock ed electro che da sempre gli appartiene con influenze tipiche dello stile psichedelico proprio degli anni 70. Un sound virulento dal contagio immediato che alza il sipario con  le sonorità cine-spy-retrò in stile The Last Shadow Puppets di  “Let’s  Rool Like We Used To” per proseguire con il primo singolo dell’album

The Doormen – The Doormen

Stereotipi e loro contrari, questo in estrema sintesi il debutto dei The Doormen. “New-wave” e “Post-punk” sono input capaci, in suolo britannico, di  muovere la corsa di qualunque talent scout alla ricerca della “next big thing” da elevare agli altari, e che invece dalle nostre parti sono sufficienti per passare all’ascolto del disco successivo. Il debutto del quartetto ravennate dei The Doormen al contrario ribalta la scena. Il disco suona potente, oscuro e senza punti di debolezza, il solcare una via tanto accidentata rispetto al mainstream nostrano ne aggiunge ulteriore valore. I riferimenti sono fin troppo evidenti, si va dai Joy Division