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The Verve – Forth

Partendo dal singolo “Love Is Noise” che ha anticipato di qualche settimana l’uscita di “Forth” si erano create legittime attese di un ritorno ai suoni e alle atmosfere del Britpop di “Urban Hymns“. Niente di più falso. La reunion dei Verve, dopo 11 anni, porta in dote un album che è più rock che pop; più psichedelico che melodico; lontano in forma e sostanza dai territori ormai consumati del pop mainstream. L’apertura dell’opera con “Sit and Wonder” è spigolosa e acida; una intensa e tirata effusione di chitarre, accompagnata da una base ritmica pressante. Sempre sull’onda del ritrovato amore per brani lunghi e di articolata esplicazione, ritoviamo gli oltre otto minuti di “Epic Noise” dove psichedelia e noise sono corposamente mischiati. … Continue Reading

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The Verve – Love Is Noise

18 agosto 2008, questa la data che fissa il ritorno dei Verve nel panorama musicale mondiale; la band che ha saputo costruire insieme ad Oasis e Blur il rivoluzionario movimento del Britishpop inglese degli anni novanta. L’attesissimo nuovo album che arriva ad oltre 10 anni di distanza dal precendete pluripremiato “Urban Hymns”, sarà il quarto della band e si intitolerà semplicemnete “Forth”. Per ora non resta che ascoltare il primo singolo estratto, “Love is noise”. Quando di mezzo cè un personaggio del calibro di Richard Ascroft, il ritorno non poteva essere che in grande stile….


The Verve from Brooke Jury on Vimeo.

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The Last Shadow Puppets – The Age Of Understatement

I Last Shadow Puppets sono il progetto parallelo nato dalla mente di Alex Turner (cantante degli Arctic Monkeys) e dall’amico Miles Kane (cantante dei Rascals) con la partecipazione del loro produttore James Ford (batterista già dei Simian Mobile Disco e produttore del disco d’esordio dei Klaxons). Questo album spunta inatteso, quasi senza motivo apparente; da un lato le “scimmie artiche” navigano su apici di popolarità indiscussa; e dal canto suo lo stesso Miles Kane con i Rascals (in uscita nei primi giorni di giugno) è già intriso di considerevoli attenzioni e aspettative; quindi “The Age Of Understatement” diventa un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Se strana si può definire la sua uscita ancor più spiazzati si rimane nell’ascolto; come non sobbalzare sulla sedia!!! Questo album è tutto quello che non ti aspetti, è un album pop, lounge, retrò che fa respirare aria di anni 60 ad ogni nota; ovattato, lussuoso e luccicante. … Continue Reading

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Editors – An End Has A Start

Un elogio dei chiaroscuri questo in sintesi il concentrato del secondo album degli inglesi Editors “An End Has A Start”. Dal duopolio delle immagini in bianco e nero che aveva caratterizzato l’ottimo esordio con “The Back Room” si passa ad accorporare le tonalità intermedie e questo sposta tutto il lavoro su livelli di eccellenza assoluta. Gli Editors rimangono una band dalle atmosfere oscure,  poco disposta a svestire questi abiti, ma le capacità interpretative della voce di Tom Smith profonda ed emozionale,  mischiate ai riff della chitarra di Chris Urbanowicz producono effetti da far impallidire qualunque fan dei Coldplay, vedi “Spieders” o “Bones”. L’apripista “Smokers Outside The Hospital Doors” insieme a “An End Has A Start” … Continue Reading

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Van Velzen – Unwind

Per la serie “la teoria del luoghi geografici”. Se un disco così fosse uscito nel Regno Unito avrebbe gia’ monopolizzato magazine specializzati, tipo NME; saremo qui a parlare dell’ennesimo fenomeno del britishpop in stile James Blunt. Trattasi invece di un “perfetto sconosciuto” pianista e compositore, tale Roel Van Velzen talento di Delft (Holland), che con il suo debut album si accredita a divenire la vera rivelazione di questa primavera. Che le intensioni siano piu’ che serie lo si intuisce già dalla copertina; lo troviamo intento nel trascinarsi un pianoforte mezzo fracassato, fracassato va aggiunto per il vigore e l’energia con cui è stato suonato… … Continue Reading

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David Usher – Strange Birds

Si puo’ essere bravi compositori e rischiare di rimanere per tutta la vita dietro le quinte. Questa è un po’ la storia che accompagna David Usher, cantautore inglese di origine, ma canadese di adozione. Una storia che inizia nel 1994; e che vede David protagonista del progetto Moist, con il quale inizia a farsi conoscere in Canada; ma presto il discorso si chiude e già nel 1998 inizia la sua carriera da solista. Dopo cinque tentativi passati quasi tutti sotto silenzio si arriva a questo “Strange Birds”, album bellissimo per semplicita’ sonora; e per quella carica melodica che tanto lo avvicina ad un genio assoluto come l’indimenticato Elliot Smith. … Continue Reading

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