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Categoria: rock

Breton – Other People’s Problems

« Automatismo psichico puro, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale. » un progetto artistico , quello dei surrealisti londinesi Breton,  che nasce da lontano, tre ep già pubblicati e  una intensa produzione di video e cortometraggi che sono valsi le nomination al London Short Film Festival e all’East London Film Festival. Con il debutto di  “Other People’s Problems” arriva l’approdo alla prestigiosa  etichetta Fat Cat già degli Animale Collective e dei Sìgur Ròs e proprio negli Sundlaugin Studiosa, di proprietà dei Sìgur Ròs,  avviene la registrazione dell’album intessuto di contaminazioni urbane che spaziano dalla dance-punk, all’hip hop fino alle sonorità Portishead di  Bristol e alla nu-new-wave, in una sorta di immateriale manifesto

The Horrors – Skying

Si può rimanere increduli e chiedersi, ma sono proprio loro? sono gli stessi che appena qualche tempo fà se ne uscivano con un disco garage rock pieno di suoni psicotici alla continua ricerca di una dimensione “bordelline“. Si sono proprio loro e oggi ad appena tre anni di distanza il salto evoluzionale sembra concluso (?). La band londinese se ne esce con un degli album più interessanti di questo 2011, rumori di tipico stampo ottanta, ricerca di ambienti quasi strumentali ed una latente psicadelia di fondo che rende il sound meno  aggressivo e ne esalta le forme e le immagini.

Kasabian – Velociraptor

Velocità, ritmo e una buona dose di aggressività ecco a voi  “Velociraptor”, con queste parole  è lo stesso chitarrista della band Serge Pizzorno a presentare al meglio il nuovo album targato Kasabian. Idee chiare, talento e tanta sfrontatezza hanno portato i Kasabian ad approdare verso l’album della “grande svolta”; il quartetto britannico reinventa il suo “groove” mescolando l’anima  rock ed electro che da sempre gli appartiene con influenze tipiche dello stile psichedelico proprio degli anni 70. Un sound virulento dal contagio immediato che alza il sipario con  le sonorità cine-spy-retrò in stile The Last Shadow Puppets di  “Let’s  Rool Like We Used To” per proseguire con il primo singolo dell’album

The Doormen – The Doormen

Stereotipi e loro contrari, questo in estrema sintesi il debutto dei The Doormen. “New-wave” e “Post-punk” sono input capaci, in suolo britannico, di  muovere la corsa di qualunque talent scout alla ricerca della “next big thing” da elevare agli altari, e che invece dalle nostre parti sono sufficienti per passare all’ascolto del disco successivo. Il debutto del quartetto ravennate dei The Doormen al contrario ribalta la scena. Il disco suona potente, oscuro e senza punti di debolezza, il solcare una via tanto accidentata rispetto al mainstream nostrano ne aggiunge ulteriore valore. I riferimenti sono fin troppo evidenti, si va dai Joy Division

Anna Calvi – Anna Calvi

Senza musica, la vita sarebbe un errore“, cosi recitava Friedrich Nietzsche. Poche battute della cantautrice italo-inglese Anna Calvi, sono sufficienti per darne ragione. Sfacciatamente talentuosa, si presenta al suo debutto con una ricercatezza stilistica e una personalità scenica da sbaragliare la concorrenza. Il disco, non a caso uscito per l’etichetta Domino, capace di arrivare sul luogo del delitto sempre prima degli altri (vedi Arctic Monkeys), è  puro noir rock, con venature retrò dal sapore drammatico e teatrale. Il mentore del tutto è Rob Ellis che si accompagna nella produzione e ci mette dentro tutti i suoi amori presenti e passati da Pj Harvey a Marianne Faithfull fino

Albanopumpkins – Mellon Collie and the Infinite Power

Forse una pazzia, ma è sempre da una pazzia che nascono le grandi idee. Stavolta l’idea è quella che non ti aspetti, scomodare dei mostri sacri come gli Smashing Pumpkins e andare a riprendere dopo 15 anni il monumetale “Mellon Collie and the Infinite Sadness“. Gli artefici di tutto questo rispondono al nome degli  Albanopower che, capitanati da Lorenzo Urciullo –  noto come Colapesce – hanno deciso di dare impronta ad un rivisitazione dell’album facendosi accompagnare in questa avventura da un numeroso gruppo di artisti provenienti da tutta la penisola. Le 28 tracce, suddivise con precisione nelle due originali metà “Dawn To Dusk” e “Twilight To Starlight