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Categoria: rock

Big Thief – Two Hands

Che l’indie-folk sia la vera novità di questo 2019 ormai è un dato di fatto, la risposta capace di rompere l’egemonia tutta liquida del non suonato a favore di un ritrovata capacità dell’ascolto in chiave omogenea e strutturata. Recuperare una musica suonata e utilizzare l’intero album come forma comunicativa Vs il singolo brano ( tanto amato dagli algoritmi ). Posto di diritto in questo nuovo risorgimento musicale spetta al quartetto di  Brooklyn capeggiato dalla cantante Adrianne Lenker , capace di portare sulle scena due magnifici album nello stesso anno, due lavori legati dallo stesso Dna eppure profondamente diversi. Il primo U.F.O.F. definito il gemello extra-terreste,  etereo e sussurrato mentre il secondo “Two Hands”  indicato come il gemello terrestre

Lewin – For The Left Behind

Calato nel pieno della parte, intriso di  atmosfere autunnali che man mano si fanno più ombrose e rallentate arriva il debutto sulla scena dell’olandese Jara Holdert in arte Lewin con il suo Ep di esordio “For The Left Behind“.  Sentimenti ed emozioni  vissute in prima persona, come la stessa Jara ci racconta ” Non ci sono parole fantasiose o abiti alla moda”,  solo le canzoni e la sua voce, vulnerabile e brutalmente onesta. Con alcune pennellate precise, evoca scene della vita reale, nessun amore romantico ma al contrario una narrazione dai contorni irregolari.

Palace – Life After

” Speranza e positività: vedere la luce alla fine di un lungo tunnel. Si tratta di attraversare momenti difficili e uscire dall’altra parte ” questa la dichiarazione con cui il songwritten Leo Wyndham presenta il secondo lavoro dei londinesi Palace. Musica per anime smarrite, malinconiche ma pronte a risollevarsi, Life After è sia un album sulla perdita sia un album che racconta su come andare avanti. ” Sto scrivendo questa canzone, per aiutarti a respirare di nuovo ” si recita nella title track iniziale, un intimo inno alla resilienza.   Dopo il fortunato esordio dell’ep “Lost In the Night” del 2014 ed il successivo album “So Long Forever” del 2016,

Tallies – Tallies (Fear Of Missing Out)

Sogno ad occhi aperti, caledoscopio di suoni ed immagini, questa la migliore nota introduttiva per riassumere l’esordio dei canadesi Tallies. L’amore per il sound tipicamente inglese di fine anni 80, impadronisce ogni singola traccia di questo lavoro, dream pop raffinato e curato con influenze shoegaze, ethereal wave e momenti surf pop a farne da cornice. Un piccolo gioiello, dove ogni cosa è ordinatamente al suo posto, come non abbandonarsi allo sfondo atmosferico di “Trains And Snow” oppure alle meravigliose chitarre di “Midnight” e alla rassicurante leggerezza di “Have You”. 

Interpol – Fine Mess

A meno di un anno dall’uscita del riuscittissimo “Marauder”,  la band newyorkese annuncia questo nuovo ed inatteso singolo “Fine Mess” accompagnato da ulteriori  nuove date al tour americano. Paul Banks e soci stanno ritrovando una seconda giovinezza e questi tre minuti e quattordici  secondi  di oscuro post-punk rivelati in  “Fine Mess” ne sono la riprova.

Old Sea Brigade – Ode To A Friend

La prima stella a brillare in questo 2019 arriva dal Tennessee, precisamente da Nashville dove il polistrumentista Ben Cramer, meglio conosciuto con il curioso nome di Old Sea Brigade, aveva già iniziato a far parlare di se, con la riuscitissima “Love Brought Weight“, contenuta nell’omonimo ep del 2016, capace di superare i 25 milioni di streaming. Questo folgorante debutto, accompagnato dalla sapiente guida del produttore Jeremy Griffith, raccoglie tutta la migliore tradizione nu-folk americana resa più che mai attuale dal preciso incastro del piano, dei synth, dei suoni elettronici e ambient che vanno a disegnare e completare un quadro che rimane volutamente minimal.