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Categoria: alternative

Muzz – Red Western Sky

Muzz è il nuovo B-side project costruito da Paul Banks (Interpol), Josh Kaufman (produttore / polistrumentista), Matt Barrick (batterista di Jonathan Fire * Eater, The Walkmen e Fleet Foxes).  L’omonimo album di debutto è atteso per il 5 giugno su Matador, ed è stato anticipato da singoli esplosivi arrivati in rapida sequenza nelle piattaforme streaming che hanno fatto già gridare al gran colpo. I tre sono amici di vecchia data, Banks e Kaufman si conoscono fin dall’infanzia, avendo frequentato il liceo insieme in Spagna prima di trasferirsi separatamente a New York.

Palace – Life After

” Speranza e positività: vedere la luce alla fine di un lungo tunnel. Si tratta di attraversare momenti difficili e uscire dall’altra parte ” questa la dichiarazione con cui il songwritten Leo Wyndham presenta il secondo lavoro dei londinesi Palace. Musica per anime smarrite, malinconiche ma pronte a risollevarsi, Life After è sia un album sulla perdita sia un album che racconta su come andare avanti. ” Sto scrivendo questa canzone, per aiutarti a respirare di nuovo ” si recita nella title track iniziale, un intimo inno alla resilienza.   Dopo il fortunato esordio dell’ep “Lost In the Night” del 2014 ed il successivo album “So Long Forever” del 2016,

Interpol – Fine Mess

A meno di un anno dall’uscita del riuscittissimo “Marauder”,  la band newyorkese annuncia questo nuovo ed inatteso singolo “Fine Mess” accompagnato da ulteriori  nuove date al tour americano. Paul Banks e soci stanno ritrovando una seconda giovinezza e questi tre minuti e quattordici  secondi  di oscuro post-punk rivelati in  “Fine Mess” ne sono la riprova.

Kasabian – Velociraptor

Velocità, ritmo e una buona dose di aggressività ecco a voi  “Velociraptor”, con queste parole  è lo stesso chitarrista della band Serge Pizzorno a presentare al meglio il nuovo album targato Kasabian. Idee chiare, talento e tanta sfrontatezza hanno portato i Kasabian ad approdare verso l’album della “grande svolta”; il quartetto britannico reinventa il suo “groove” mescolando l’anima  rock ed electro che da sempre gli appartiene con influenze tipiche dello stile psichedelico proprio degli anni 70. Un sound virulento dal contagio immediato che alza il sipario con  le sonorità cine-spy-retrò in stile The Last Shadow Puppets di  “Let’s  Rool Like We Used To” per proseguire con il primo singolo dell’album

The Doormen – The Doormen

Stereotipi e loro contrari, questo in estrema sintesi il debutto dei The Doormen. “New-wave” e “Post-punk” sono input capaci, in suolo britannico, di  muovere la corsa di qualunque talent scout alla ricerca della “next big thing” da elevare agli altari, e che invece dalle nostre parti sono sufficienti per passare all’ascolto del disco successivo. Il debutto del quartetto ravennate dei The Doormen al contrario ribalta la scena. Il disco suona potente, oscuro e senza punti di debolezza, il solcare una via tanto accidentata rispetto al mainstream nostrano ne aggiunge ulteriore valore. I riferimenti sono fin troppo evidenti, si va dai Joy Division

Anna Calvi – Anna Calvi

Senza musica, la vita sarebbe un errore“, cosi recitava Friedrich Nietzsche. Poche battute della cantautrice italo-inglese Anna Calvi, sono sufficienti per darne ragione. Sfacciatamente talentuosa, si presenta al suo debutto con una ricercatezza stilistica e una personalità scenica da sbaragliare la concorrenza. Il disco, non a caso uscito per l’etichetta Domino, capace di arrivare sul luogo del delitto sempre prima degli altri (vedi Arctic Monkeys), è  puro noir rock, con venature retrò dal sapore drammatico e teatrale. Il mentore del tutto è Rob Ellis che si accompagna nella produzione e ci mette dentro tutti i suoi amori presenti e passati da Pj Harvey a Marianne Faithfull fino