Salta al contenuto

Categoria: alternative

The Verve – Forth

Partendo dal singolo “Love Is Noise” che ha anticipato di qualche settimana l’uscita di “Forth” si erano create legittime attese di un ritorno ai suoni e alle atmosfere del Britpop di “Urban Hymns“. Niente di più falso. La reunion dei Verve, dopo 11 anni, porta in dote un album che è più rock che pop; più psichedelico che melodico; lontano in forma e sostanza dai territori ormai consumati del mainstream. britannico. L’apertura dell’opera con “Sit and Wonder” è spigolosa e acida, intensa e tirata effusione di chitarre, accompagnata da una base ritmica pressante. Sempre sull’onda del ritrovato amore per brani lunghi e di articolata esplicazione, ritoviamo gli oltre otto minuti di “Epic Noise” dove psichedelia e noise sono corposamente mischiati.

Editors – An End Has A Start

Un elogio dei chiaroscuri questo in sintesi il concentrato del secondo album degli inglesi Editors “An End Has A Start“. Dal duopolio delle immagini in bianco e nero che aveva caratterizzato l’ottimo esordio con “The Back Room” si passa ad accorporare le tonalità intermedie e questo sposta tutto il lavoro su livelli di eccellenza assoluta. Gli Editors rimangono una band dalle atmosfere oscure,  poco disposta a svestire questi abiti, ma le capacità interpretative della voce di Tom Smith profonda ed emozionale,  mischiate ai riff della chitarra di Chris Urbanowicz producono effetti da far impallidire qualunque fan della prima ora, vedi “Spieders” o “Bones”. L’apripista “Smokers Outside The Hospital Doors” insieme a “An End Has A Start”

The Good The Bad And The Queen – The Good The Bad And The Queen

Il Buono, il Cattivo e la Regina, perfetta colonna sonora di un moderno western, ambientato in una fumosa Londra 2007, dove i vocaboli che ne fanno da padrone sono “cinismo” e “disincanto”. Immagini e fotografie dell’ennessima poprevolution voluta dell’imprevedibile ed eclettico Damon Albarn. L’artista inventore dei “Blur” prima, e dei “Gorillaz” poi, stavolta si é superato plasmando un progetto che è “ambient music” e “pop” al tempo stesso, modernità elettroniche e passato fatto di raffinate sfumature strumentali. Attorno ad Albarn una superband senza precedenti che può contare su musicisti del calibro di Paul Simonon, bassista leggenda dei Clash, sulla chitarra dell’ex Verve Simon Tong, suntuoso tributo britpop,

Bloc Party – A Weekend In The City

“A Weekend In The City”, ovvero essere al posto sbagliato nel momento sbagliato, l’album è totalmennte influenzato dagli eventi accaduti a Londra il 7 luglio 2005, sentimenti di insicurezza e paura per una dilagante forma di violenza che sembra inarrestabile. Il quadro dipinto dai Block Party al loro secondo appuntamento, dopo lo scoppiettante esordio di Silent Alarm, è incentrato su tinte fosche e su paesaggi pervasi da una diabolica malignità. Già nella suontuosa apertura dell’opera con “Song For Clay (Disappear Here)”, si usano paragoni sferzanti nella loro gelida freddezza “Cocaine won’t save you because East London is a vampire”, si prosegue “Hunting For Witches” in cui si rievocano gli spiriti

The Killers – A Great Big Sled

Nuovo singolo natalizio per la formazione di Las Vegas, in vendita esclusivamente su iTunes, l’intento questa volta non è commerciale, ma al contrario tutto improntato alla beneficienza. L’intero ricavato delle vendite finanzierà infatti un fondo medico contro Aids, malaria e tubercolosi. Non troverete per questa ragione nessun link per il download audio. Concludo ricordando che questa volta la voce di Brandon Flowers si accompagna a quella eterea di Tony Halliday, con risultati davvero apprezzabili.. “I Wanna Wish You Merry Christmas”

Kasabian – Empire

E’ sbarcato “l’Impero” dei Kasabian, con il loro credo tutto improntato all’insegna dell’indie-rock elettronico. Finito il lungo tour americano insieme agli Oasis e perso per strada il chitarrista- tastierista Christopher Karloff , la band di Leicester si presenta a questo secondo appuntamento con un album, invariato nello stile, rispetto al predecessore, ma notevolmente maturato sotto l’aspetto sonoro e soprattutto salito di tono nel lavoro vocale di Tom Meighan. Pezzo forte di questo “Empire” è sicuramente l’omonimo singolo, vorticosa “marcia militare” ondeggiante su ritmiche di batteria, archi ed electro-beet, che propone la loro forte e schierata posizione anti-bellica. Alla pari sono da ricordare “Stuntman” un mix-dance condito di “Primal Scream”